La formazione

La ricerca dell'Antico

Vissuto nei territori della Serenissima del pieno Cinquecento, Andrea Palladio è l’architetto che più di ogni altro seppe interpretare le aspirazioni agresti della nobiltà veneta.

Figlio di un mugnaio, nasce nel 1508 a Padova ma si trasferisce in giovane età a Vicenza, città a cui sarà sempre legato. Qui si forma come scalpellino e quindi come architetto: nel cantiere della villa di Cricoli entra in contatto con Giangiorgio Trissino, nobile umanista vicentino, che sarà il mentore fondamentale per la sua educazione architettonica. È proprio Trissino ad attribuirgli il soprannome greco con cui è universalmente conosciuto, ‘Palladio’, ed è sempre con Trissino che effettua alcuni viaggi a Roma: il confronto diretto con le rovine classiche e la meditazione sull’Antico contribuiscono alla formazione di una nuova concezione dell’architettura, in cui elementi derivati dalla Classicità ed esigenze funzionali si integrano armoniosamente nel paesaggio.



La Formazione

La ricerca dell'Antico

Vissuto nei territori della Serenissima del pieno Cinquecento, Andrea Palladio è l’architetto che più di ogni altro seppe interpretare le aspirazioni agresti della nobiltà veneta.

Figlio di un mugnaio, nasce nel 1508 a Padova ma si trasferisce in giovane età a Vicenza, città a cui sarà sempre legato. Qui si forma come scalpellino e quindi come architetto: nel cantiere della villa di Cricoli entra in contatto con Giangiorgio Trissino, nobile umanista vicentino, che sarà il mentore fondamentale per la sua educazione architettonica. È proprio Trissino ad attribuirgli il soprannome greco con cui è universalmente conosciuto, ‘Palladio’, ed è sempre con Trissino che effettua alcuni viaggi a Roma: il confronto diretto con le rovine classiche e la meditazione sull’Antico contribuiscono alla formazione di una nuova concezione dell’architettura, in cui elementi derivati dalla Classicità ed esigenze funzionali si integrano armoniosamente nel paesaggio.



Un architetto di ville

Da Palladio al Palladianesimo

L’incarico che lo consacra come Architetto della Città di Vicenza nel 1546 è la realizzazione delle logge del Palazzo della Ragione, la ‘basilica’ moderna; ma se nel centro berico Palladio progetta principalmente i palazzi dell’aristocrazia cittadina, a Venezia gli vengono commissionate per lo più grandi opere religiose. Nella vasta campagna veneta si collocano invece le ville, in cui i nobili veneziani si stabiliscono e gestiscono direttamente l’economia agricola della Serenissima.

L’integrazione palladiana tra aspirazioni cittadine ed esigenze rustiche dell’edificio, ben illustrata ne I quattro libri dell’architettura, trova il suo apice nell’incontro con il nobile vicentino Paolo Almerico e nella commissione della Rotonda, opera matura dell’architetto. 

Andrea Palladio muore nel 1580 fuori Vicenza, mentre stava lavorando ai cantieri del Teatro Olimpico di Vicenza e al tempietto di Villa Barbaro a Maser. Ma la sua eredità concettuale ha una portata ben maggiore, travalicando i limiti del tempo e dello spazio: giunta in Inghilterra prima e negli Stati Uniti poi, l’architettura palladiana, riconosciuta come frutto di un’epoca felice in cui civiltà estetica e morale coincidono, è stata presa come modello di riferimento per gli edifici delle nuove nazioni indipendenti.



Un architetto di ville

Da Palladio al Palladianesimo

L’incarico che lo consacra come Architetto della Città di Vicenza nel 1546 è la realizzazione delle logge del Palazzo della Ragione, la ‘basilica’ moderna; ma se nel centro berico Palladio progetta principalmente i palazzi dell’aristocrazia cittadina, a Venezia gli vengono commissionate per lo più grandi opere religiose. Nella vasta campagna veneta si collocano invece le ville, in cui i nobili veneziani si stabiliscono e gestiscono direttamente l’economia agricola della Serenissima.

L’integrazione palladiana tra aspirazioni cittadine ed esigenze rustiche dell’edificio, ben illustrata ne I quatto libri dell’architettura, trova il suo apice nell’incontro con il nobile vicentino Paolo Almerico e nella commissione della Rotonda, opera matura dell’architetto. 

Andrea Palladio muore nel 1580 fuori Vicenza, mentre stava lavorando ai cantieri del Teatro Olimpico di Vicenza e al tempietto di Villa Barbaro a Maser. Ma la sua eredità concettuale ha una portata ben maggiore, travalicando i limiti del tempo e dello spazio: giunta in Inghilterra prima e negli Stati Uniti poi, l’architettura palladiana, riconosciuta come frutto di un’epoca felice in cui civiltà estetica e morale coincidono, è stata presa come modello di riferimento per gli edifici delle nuove nazioni indipendenti.



Vita di Palladio

  • 1508

    Nasce a Padova Andrea di Pietro della Gondola, conosciuto come ‘Palladio’.

  • 1524

    Si iscrive alla fraglia dei tagliapietra e muratori di Vicenza, dove suo padre Pietro, mugnaio, si era trasferito.

  • 1538

    Nel cantiere della villa di Cricoli conosce il nobile umanista vicentino Giangiorgio Trissino (in realtà sembra conoscerlo prima, forse dal 1534), che sarà fondamentale per la formazione della sua idea di architettura rivolta all’antico: è Trissino ad attribuire ad Andrea il soprannome ‘Palladio’, in riferimento alla dea Pallade Atena.

  • 1540

    Palazzo Civena a Vicenza è il primo progetto palladiano conosciuto di dimora cittadina. 

     

  • 1541

    Probabile viaggio a Roma, al seguito di Trissino: per la prima volta Palladio si confronta direttamente con le rovine antiche.

  • 1542

    Si concludono i lavori di Villa Godi, a Lonedo di Lugo Vicentino: la prima grande villa di Palladio ha una planimetria antiquata ed è ancora affine al tradizionale palazzo di campagna veneto. La prima commissione da parte di nobili veneziani è Villa Pisani a Bagnolo, destinata a diventare un prototipo: come Villa Madama di Raffaello a Roma sorge su un basamento simile allo stilobate di un tempio, che accoglie gli ambienti di servizio, mentre la sala centrale, a tutta altezza, è coperta da una volta in muratura riccamente decorata e illuminata da una finestra termale. Essa è partecipe di una spazialità all’antica, innovativa rispetto al salone passante delle ville pre-palladiane. 

     

  • 1546

    Il Consiglio della Città di Vicenza affida l’incarico a Palladio per le logge del Palazzo della Ragione, il simbolo del potere municipale, ma il cantiere sarà avviato nel 1549: con questa commissione diventa Architetto della Città, ruolo che gli rende 5 scudi d’oro al mese fino alla morte. Palladio circonda con un doppio ordine di arcate l’edificio medievale preesistente, tenendo conto di aperture e percorsi grazie a una soluzione elastica basata sull’iterazione delle ‘serliane’, che permettono alla luce di penetrare liberamente al di sotto delle volte. L’esito è un edificio senza precedenti, definito dallo stesso architetto «una basilica de’ nostri tempi», esplicitando la volontà di adattare tipologie antiche a funzioni moderne, proprio come mette in atto negli stessi anni con le ville.

    Cantiere di Villa Saraceno a Finale, mai completata. Sebbene nei disegni di questi anni Palladio immagini già un’integrazione architettonica tra casa dominicale e luoghi del lavoro agricolo, deve scontrarsi con le resistenze dei committenti e con strutture preesistenti: è il caso di Villa Pojana a Pojana Maggiore, dove la barchessa palladiana è ancora separata dalla residenza padronale. 

     

  • 1547

    Lungo soggiorno di Palladio a Roma, dove partecipa alla vita mondana dell’Urbe ed esplora le rovine di Tivoli, Palestrina, Porto e Albano.

  • 1550

    Progetto di Palazzo Chiericati a Vicenza. Palladio si allontana dal consolidato modello di palazzo bramantesco, con basamento bugnato e piano superiore con un ordine architettonico applicato alla muratura: qui le protagoniste sono invece le colonne libere, sia lungo tutto il piano inferiore, sia al piano nobile. Per ovviare ai costi di cantiere, l’architetto ripristina la tradizione medievale delle colonne libere in mattoni, rivestite con intonaco in grado di imitare la superficie lapidea. A poco più di un anno dalla apertura del cantiere della Basilica, da qui in avanti l’eclettismo del primo decennio lascia il passo, per sempre, al linguaggio maturo di Palladio architetto. 

    A Roma muore Giangiorgio Trissino.

     

  • 1553

    Primi progetti per le residenze dei patrizi veneziani nella pianura veneta, come le ville-palazzo Pisani a Montagnana e Cornaro a Piombino Dese. Con la realizzazione di Villa Badoer a Fratta Polesine, di Villa Barbaro a Maser, di Villa Foscari detta ‘la Malcontenta’ a Mira e di Villa Mocenigo sulle rive del Brenta si realizza la piena integrazione architettonica fra residenza padronale, barchesse, aia e annessi.

     

  • 1555

    Palladio è tra i fondatori dell’Accademia Olimpica di Vicenza.

  • 1556

    Progetto di Villa Emo a Fanzolo di Vedelago. Esce l’edizione del trattato di Vitruvio tradotta da Daniele Barbaro e illustrata da Andrea Palladio.

     

  • 1558

    Progetto per la Cupola della Cattedrale di Vicenza.

  • 1559

    Palladio lavora a commissioni religiose a Venezia; di questi anni sono la facciata della chiesa di San Pietro, il progetto per il Convento della Carità e quello per il refettorio del Monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia.

  • 1563

    Progetti di Villa Valmarana a Lisiera e della Cappella di Paolo Almerico nella Cattedrale di Vicenza.

  • 1565

    Progetto della Loggia del Capitaniato a Vicenza, viene anche approvato il complesso progetto per la chiesa del Monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia, il cui cantiere inizia l’anno successivo.

  • 1566

    Palladio sviluppa delle idee per il veneziano Ponte di Rialto, rimaste solo su carta.

  • 1567

    Progetto per la villa di Paolo Almerico, detta ‘La Rotonda’, con cui Palladio porta al culmine la traslazione delle forme templari antiche nell’architettura civile. 

  • 1569

    Progetti per il Ponte di Bassano del Grappa e di Palazzo Barbaran da Porto a Vicenza. 

  • 1570

    Vengono pubblicati a Venezia i Quattro libri dell’architettura di Andrea Palladio: il trattato, frutto di una gestazione trentennale, offre una ricostruzione grafica di edifici e strutture dell’antica Roma, corredandola con l’illustrazione dei progetti palladiani. Ormai l’architetto risiede stabilmente a Venezia.

  • 1576

    Il Senato veneziano affida all’architetto il progetto per la chiesa del Redentore sull’isola della Giudecca, un monumentale ex voto per la terribile pestilenza che aveva colpito la città. 

     

  • 1580

    Progetto e avvio del cantiere del Teatro Olimpico a Vicenza, portato a termine da Vincenzo Scamozzi dopo la morte di Palladio nello stesso anno. Il suo ultimo progetto è il Tempietto di Villa Barbaro a Maser.



Vita di Palladio

  • 1508

    Nasce a Padova Andrea di Pietro della Gondola, conosciuto come ‘Palladio’.

  • 1524

    Si iscrive alla fraglia dei tagliapietra e muratori di Vicenza, dove suo padre Pietro, mugnaio, si era trasferito.

  • 1538

    Nel cantiere della villa di Cricoli conosce il nobile umanista vicentino Giangiorgio Trissino (in realtà sembra conoscerlo prima, forse dal 1534), che sarà fondamentale per la formazione della sua idea di architettura rivolta all’antico: è Trissino ad attribuire ad Andrea il soprannome ‘Palladio’, in riferimento alla dea Pallade Atena.

  • 1540

    Palazzo Civena a Vicenza è il primo progetto palladiano conosciuto di dimora cittadina. 

     

  • 1541

    Probabile viaggio a Roma, al seguito di Trissino: per la prima volta Palladio si confronta direttamente con le rovine antiche.

  • 1542

    Si concludono i lavori di Villa Godi, a Lonedo di Lugo Vicentino: la prima grande villa di Palladio ha una planimetria antiquata ed è ancora affine al tradizionale palazzo di campagna veneto. La prima commissione da parte di nobili veneziani è Villa Pisani a Bagnolo, destinata a diventare un prototipo: come Villa Madama di Raffaello a Roma sorge su un basamento simile allo stilobate di un tempio, che accoglie gli ambienti di servizio, mentre la sala centrale, a tutta altezza, è coperta da una volta in muratura riccamente decorata e illuminata da una finestra termale. Essa è partecipe di una spazialità all’antica, innovativa rispetto al salone passante delle ville pre-palladiane. 

     

  • 1546

    Il Consiglio della Città di Vicenza affida l’incarico a Palladio per le logge del Palazzo della Ragione, il simbolo del potere municipale, ma il cantiere sarà avviato nel 1549: con questa commissione diventa Architetto della Città, ruolo che gli rende 5 scudi d’oro al mese fino alla morte. Palladio circonda con un doppio ordine di arcate l’edificio medievale preesistente, tenendo conto di aperture e percorsi grazie a una soluzione elastica basata sull’iterazione delle ‘serliane’, che permettono alla luce di penetrare liberamente al di sotto delle volte. L’esito è un edificio senza precedenti, definito dallo stesso architetto «una basilica de’ nostri tempi», esplicitando la volontà di adattare tipologie antiche a funzioni moderne, proprio come mette in atto negli stessi anni con le ville.

    Cantiere di Villa Saraceno a Finale, mai completata. Sebbene nei disegni di questi anni Palladio immagini già un’integrazione architettonica tra casa dominicale e luoghi del lavoro agricolo, deve scontrarsi con le resistenze dei committenti e con strutture preesistenti: è il caso di Villa Pojana a Pojana Maggiore, dove la barchessa palladiana è ancora separata dalla residenza padronale. 

     

  • 1547

    Lungo soggiorno di Palladio a Roma, dove partecipa alla vita mondana dell’Urbe ed esplora le rovine di Tivoli, Palestrina, Porto e Albano.

  • 1550

    Progetto di Palazzo Chiericati a Vicenza. Palladio si allontana dal consolidato modello di palazzo bramantesco, con basamento bugnato e piano superiore con un ordine architettonico applicato alla muratura: qui le protagoniste sono invece le colonne libere, sia lungo tutto il piano inferiore, sia al piano nobile. Per ovviare ai costi di cantiere, l’architetto ripristina la tradizione medievale delle colonne libere in mattoni, rivestite con intonaco in grado di imitare la superficie lapidea. A poco più di un anno dalla apertura del cantiere della Basilica, da qui in avanti l’eclettismo del primo decennio lascia il passo, per sempre, al linguaggio maturo di Palladio architetto. 

    A Roma muore Giangiorgio Trissino.

     

  • 1553

    Primi progetti per le residenze dei patrizi veneziani nella pianura veneta, come le ville-palazzo Pisani a Montagnana e Cornaro a Piombino Dese. Con la realizzazione di Villa Badoer a Fratta Polesine, di Villa Barbaro a Maser, di Villa Foscari detta ‘la Malcontenta’ a Mira e di Villa Mocenigo sulle rive del Brenta si realizza la piena integrazione architettonica fra residenza padronale, barchesse, aia e annessi.

     

  • 1555

    Palladio è tra i fondatori dell’Accademia Olimpica di Vicenza.

  • 1556

    Progetto di Villa Emo a Fanzolo di Vedelago. Esce l’edizione del trattato di Vitruvio tradotta da Daniele Barbaro e illustrata da Andrea Palladio.

     

  • 1558

    Progetto per la Cupola della Cattedrale di Vicenza.

  • 1559

    Palladio lavora a commissioni religiose a Venezia; di questi anni sono la facciata della chiesa di San Pietro, il progetto per il Convento della Carità e quello per il refettorio del Monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia.

  • 1563

    Progetti di Villa Valmarana a Lisiera e della Cappella di Paolo Almerico nella Cattedrale di Vicenza.

  • 1565

    Progetto della Loggia del Capitaniato a Vicenza, viene anche approvato il complesso progetto per la chiesa del Monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia, il cui cantiere inizia l’anno successivo.

  • 1566

    Palladio sviluppa delle idee per il veneziano Ponte di Rialto, rimaste solo su carta.

  • 1567

    Progetto per la villa di Paolo Almerico, detta ‘La Rotonda’, con cui Palladio porta al culmine la traslazione delle forme templari antiche nell’architettura civile. 

  • 1569

    Progetti per il Ponte di Bassano del Grappa e di Palazzo Barbaran da Porto a Vicenza. 

  • 1570

    Vengono pubblicati a Venezia i Quattro libri dell’architettura di Andrea Palladio: il trattato, frutto di una gestazione trentennale, offre una ricostruzione grafica di edifici e strutture dell’antica Roma, corredandola con l’illustrazione dei progetti palladiani. Ormai l’architetto risiede stabilmente a Venezia.

  • 1576

    Il Senato veneziano affida all’architetto il progetto per la chiesa del Redentore sull’isola della Giudecca, un monumentale ex voto per la terribile pestilenza che aveva colpito la città. 

     

  • 1580

    Progetto e avvio del cantiere del Teatro Olimpico a Vicenza, portato a termine da Vincenzo Scamozzi dopo la morte di Palladio nello stesso anno. Il suo ultimo progetto è il Tempietto di Villa Barbaro a Maser.